Dungeon Crawler Carl
di
MATT DINNIMAN
* * * * *
Dungeon Crawler Carl è stato geniale, folle, immersivo.
In un attimo il mondo collassa e secondo le regole del Syndicate, il più grande sistema di governo intergalattico, ogni edificio è stato riassemblato per un labirinto sotterraneo a 18 livelli, crudele e spettacolare con mostri, trappole e pericoli inimmaginabili. Per sopravvivere al dungeon globale, gli esseri umani, dovranno intrattenere. Popolarità, visualizzazioni, loot box: la vita vale quanto lo show che riesci a offrire. Un mix tra Hunger Games e Ready Player One in un frullato di lama sputa lava e Gym bro da combattere.
La scrittura è veloce, diretta, ti prende a schiaffi e poi ti fa ridere. Il worldbuilding è geniale, pieno di mostri assurdi, ricompense anche inutili ma realistiche (come in un videogioco vero) e un mistero inquietante che aleggia su chi tira davvero i fili. Nulla è messo lì a caso. Una geniale satira sociale.
Carl è un protagonista sorprendente, costretto a uccidere, ma ancora capace di farsi domande. E poi c'è Donut. Iconica. Già amata. Già pericolosamente vicina al profumo della fama. Il loro rapporto è il cuore emotivo della storia.
Riferimenti pop, parolacce, ritmo serrato, mob (i mostri del gioco) ovunque e colpi di scena continui. Questo libro ti parla come farebbe un amico un po' pazzo, ma brillantissimo.
È originale, stravagante, prorompente. Non assomiglia a nulla che abbia letto prima.
Raramente do 5 stelle. Qui non ho dubbi.
Ne voglio ancora. Subito.
