Dungeon Crawler Carl

09.01.2026

di

MATT DINNIMAN

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Dungeon Crawler Carl è stato geniale, folle, immersivo.

In un attimo il mondo collassa e secondo le regole del Syndicate, il più grande sistema di governo intergalattico, ogni edificio è stato riassemblato per un labirinto sotterraneo a 18 livelli, crudele e spettacolare con mostri, trappole e pericoli inimmaginabili. Per sopravvivere al dungeon globale, gli esseri umani, dovranno intrattenere. Popolarità, visualizzazioni, loot box: la vita vale quanto lo show che riesci a offrire. Un mix tra Hunger Games e Ready Player One in un frullato di lama sputa lava e Gym bro da combattere.

La scrittura è veloce, diretta, ti prende a schiaffi e poi ti fa ridere. Il worldbuilding è geniale, pieno di mostri assurdi, ricompense anche inutili ma realistiche (come in un videogioco vero) e un mistero inquietante che aleggia su chi tira davvero i fili. Nulla è messo lì a caso. Una geniale satira sociale.

Carl è un protagonista sorprendente, costretto a uccidere, ma ancora capace di farsi domande. E poi c'è Donut. Iconica. Già amata. Già pericolosamente vicina al profumo della fama. Il loro rapporto è il cuore emotivo della storia.

Riferimenti pop, parolacce, ritmo serrato, mob (i mostri del gioco) ovunque e colpi di scena continui. Questo libro ti parla come farebbe un amico un po' pazzo, ma brillantissimo.

È originale, stravagante, prorompente. Non assomiglia a nulla che abbia letto prima.

Raramente do 5 stelle. Qui non ho dubbi.

Ne voglio ancora. Subito.

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